Caso Botteri-Striscia la notizia, Michelle Hunziker si difende: “era un servizio dalla tua parte”

Ma i commenti dei followers sono al vetriolo

Nessuno discute la professionalità e l’eleganza di una giornalista che dopo essere stata sbeffeggiata non per il suo lavoro ma per il suo look ridimensiona anche il concetto di satira riportando il punto fondamentale della discussione sul motivo dello scherno e sul perché non faccia ridere. La satira è importante proprio perché attraverso lo scherno di personaggi o situazioni attuali si riesce a far riflettere attraverso il sorriso. In questo caso abbiamo soltanto dovuto convenire sul fatto che se il servizio incriminato proviene proprio da quello che è stato fin dal suo esordio un programma pioniere di questo tipo di servizi ( ricordiamo le primissime edizioni di Striscia La Notizia) adesso il punto focale delle riflessioni viene veicolato sull’aspetto fisico disdicevole dell’inviata. Anche se il servizio fosse stato fatto ( come afferma la conduttrice sul messaggio divulgato dai suoi profili facebook ed instagram) a favore della giornalista Giovanna Botteri non si spiega dove sia la satira costruttiva. Non si spiega come il pubblico italiano per essere degnamente intrattenuto abbia necessità di attivare il muscolo dello scherno gratuito, quello dei bulletti che fanno piangere le ragazzine a scuola. Non si spiega come mai oggi in Italia con le morti per il Virus, l’ansia per la diffusione dei contagi e il pericolo del crollo economico, la satira si concentri su atteggiamenti che distolgono certamente dalle notizie preoccupanti nutrendo però quello stesso lato superficiale e facilotto che sta caratterizzando il nostro Paese da qualche anno a questa parte.

Di seguito il video di Striscia la notizia ed il video diffuso da Michelle Hunziker a difesa e chiarimento del baccano mediatico in corso.

https://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/i-capelli-di-giovanna-botteri_67273.shtml

Ed infatti i commenti al post della conduttrice sono per la maggior parte di biasimo e non fanno altro che richiedere una sorta di ammissione di colpa accusando Michelle Hunziker di essere una portavoce delle donne e di non potersi permettere tali scivoloni. Gli stessi “moralizzatori” colpiscono la conduttrice accusandola su capigliatura e look come se in questo caso fosse più giusto farlo.

A parte le manifestazioni di odio o di affetto che possono essere veicolate alla conduttrice è proprio a monte che forse dovremmo pensare che ci sia qualcosa di sbagliato. Qualcosa di sbagliato in un programma di satira che che non funziona più come dovrebbe, in una conduttrice che è costretta a sottolineare che si tratta di intrattenimento anche se in effetti non si trattava di un servizio riuscitissimo, in una giornalista che ci deve ricordare quanto poco importante sia occuparsi di questa notizia viste le molte altre questioni in ballo e in un popolo di commentatori che per difendere l’onore di una bullizzata, colpiscono il presunto bullo, bullizzandolo.