CORONAVIRUS, LE ATTIVITÀ CHE RIPARTONO con differenze tra regioni

il Veneto apre al jogging. dalla Lombardia alla Campania le librerie restano ancora chiuse

Durante la trasmissione Omnibus di La7 la ministra delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli ha detto :”E’ giusto che ci sia un dibattito, ma il Governo non ha nessuna confusione. Ha le idee molto chiare, ha dato indicazioni alle Regioni molto chiare, quando abbiamo dovuto chiudere abbiamo chiuso“. Aggiungendo anche :” riaprire e riaprire nel modo giusto, con la gradualità e la cautela necessaria ci consentono di affrontare la prossima stagione con tranquillità.” La De Micheli continua giustificando le misure del Governo che agisce in sinergia con le autorità scientifiche prendendo misure politiche che possano gestire al meglio i futuri condizionamenti per garantire la salute pubblica anche delle nuove generazioni. Una line che si orienta sulla prudenza e che ha dato dei risultati fino ad oggi e che quindi deve essere mantenuta.

Riaprono quindi le librerie, le cartolerie ed i negozi di abbigliamento per bambini, ma anche le attività forestali, l’industria del legno e la produzione di computer. Queste le uniche differenze rispetto alla chiusura totale durata fino ad oggi e che per le altre categorie continuerà fino al prossimo 3 Maggio. Inoltre nessun cambiamento sui rientri dall’estero e sui viaggi di lavoro nel nostro Paese che come da regolamento sono soggetti a controlli agli imbarchi con perentorio stop ai viaggi per chi avesse la febbre. Un possibile anticipo per la fase due in discussione in questi giorno al governo potrebbe riguardare il settore della moda, automotive e metallurgia.

Certamente non si tratta di una Fase 2 a tutti gli effetti ma si può dire che costituisca un inizio seppur timido di quello che speriamo possa essere un graduale ma costante ritorno alla normalità. Quindi tra disinfettanti per le mani, distanze di sicurezza e mascherine, librerie e negozi per bambini insieme alle cartolerie possono ricominciare a lavorare. Ma è così in tutto il Paese? Certo che no! Perchè in un marasma di ordinanze impazzite c’è chi vieta le riapertura alle categorie autorizzate dal governo e chi invece addirittura concede ulteriori allentamenti delle restrizioni forte dei lievi cali dei contagi registrati nelle ultime ore.

In Lombardia per esempio dove si registrano ancora numeri di decessi allarmanti, Attilio Fontana, ha vietato le riaperture di librerie e cartolerie consentendo invece il via ai negozi di abbigliamento per bambini. Fontana non è stato l’unico ad adottare questo metodo, infatti anche in Campania ed in Piemonte sono state adottate le stesse misure lombarde.

Il Lazio ha semplicemente prorogato al 20 di Aprile le riaperture per dare modo ai gestori delle attività di mettere in sicurezza i locali. In Liguria consentiti i lavori di manutenzione presso gli stabilimenti balneari e dei chioschi forse più come gesto scaramantico per l’arrivo della stagione estiva, mentre in Emilia Romagna restano le misure restrittive soprattutto nelle zone considerate arancioni.

Discorso a parte per il Veneto che con la nuova ordinanza firmata dal presidente Zaia abolisce il limite dei 200 metri per lo svolgimento dell’attività sportiva affidando la scelta della distanza da percorrere al “buon senso ” dei cittadini. Per contro è fatto obbligo uscire di casa con guanti e mascherina ed il distanziamento sociale è passato dal metro ai due metri. Chi ha più di 37 di febbre non potrà uscire di casa.

La Sicilia ha prorogato le misure restrittive mantenendo anche l’uso delle mascherine così come succede in Friuli Venezia Giulia dove si potrà fare sport ma vicino alla propria abitazione. Aprono anche in Toscana librerie e cartolerie ma vincolate all’obbligo di guanti e mascherine sia per i clienti che per i gestori.